Dr. Dirk Dähnhardt
Thomas Gransow
 

Prag und der Hradschin
 

2.6.1. Die Karlsbrücke
 

Baugeschichte


Tutte le grandi città attraversate da fiumi abbondano di ponti, ma solo poche in Europa possono vantare un'opera eccezionale di architettura medioevale quale è il ponte Carlo con le sue torri. Il ponte, in origine chiamato ponte di Praga, dal 1870 ponte Carlo, fu fondato dallo stesso Carlo IV il 9 luglio 1357 accanto alle rovine dei precedente ponte romanico di Judíta (circa 1270), abbattuto da un'inondazione nel 1342. Alle successive grandi piene degli anni 1496, 1784 e 1890 il nuovo ponte gotico resse invece con successo. Questo fu costruito da Peter Parler ed era pronto all'inizio dei Quattrocento.

Il vecchio ponte romanico, risalente agli anni settanta dei XIII sec., fatto costruire dal re Vladisiav I e dedicato alla sua consorte, era ancora in piedi agli inizi del regno di Carlo. I suoi bassi piloni risponde- vano alla scala romanica della Città Vecchia e presto esso non poté più soddisfare gli ambienti progressisti della Praga carolina. Il ponte di Judita era alquanto più a nord dei ponte Carlo e aveva torri alle due estremitá. La torre sulla riva della Città Vecchia si è conservata nel risalto dell'edificio dell'ex Generalato dell'ordine dei Crociati, mentre una delle due torri sulla riva di Malá Strana si è conservata integralmente. Il ponte di Judita era basato sul modello dei ponte di Regensburg ed era per i suoi tempi una meravigliosa opera di ingegneria, raggiungendo il mezzo chilometro di lunghezza. I resti delle sue fondamenta sono ancora sotto la superficie della Moldava e nelle cantine delle case nn. 77, 78, 82 e 85 a Malá Strana.

Attorno al 1373 Peter Parler completò la porta d'ingresso sulla riva della Città Vecchia. Il ponte è lungo 520 metri e largo lo e si innalza da quattro a cinque metri rispetto al livello dei suo precedente romanico mentre le sue sedici imponenti arcate a tutto sesto, rivestite di blocchi squadrati di arenaria, si aprono con un diametro molto maggiore.

Il ponte Carlo, importante collegamento tra il Castello e la Città Vecchia, che vi accede attraverso la celebre Via dei Re, ha anche un non piccolo significato strategico: attraverso il ponte infatti gli Svedesi attaccarono Praga nel 1648. Nel XVIII sec. (1723) vi fu istallata l'illuminazione ad olio, poi sostituita da quella a gas nel 1866. Il ponte fu arricchito da una splendida galleria di statue barocche all' aperto. La maggior parte di esse risale agli anni dal 1683 al 1714, ed è creazione di maestri di prim'ordine dei barocco: Matthias B. Braun, Jan Brokof con i figli Michael, Jan e Ferdinand Maximilán.

Il percorso del ponte Carlo è aperto dalla parte della Città Vecchia da una delle più belle torri del medioevo, posta sul primo pilone. Essa e nello stesso tempo la più efficace costruzione della piazza K?ižovnické. La facciata est della torre è riccamente articolata in senso architettonico e decorata da sculture. Essa è un esempio di magnifica combina-zione di architettura e di plastica figurativa di alto livello artistico. Nella parte inferiore della torre, al disopra della porta, sono collocate le insegne delle terre dell'impero di Carlo IV e i motivi dei martin pescatore nel velo, simbolo di Václav IV. Al primo piano, sottolineatura figurativa di tutta la facciata, sono ordinate le raffigurazioni plastiche di S. Vito, patrono del ponte, di Carlo IV e Václav IV e, più in alto, quelle dei patroni cechi, S. Adalberto e S. Sigismondo. Il piano superiore è alleggerito da una rete di arcatura a colonne. La facciata ovest della torre, in origine addobbata di statue, rivolta al Castello, fu distrutta dal fuoco di artiglieria durante l'assedio condotto dagli Svedesi nel 1648. La volta a rete dei suo alto passaggio, in qualche modo il grado di sviluppo precedente alla volta del coro di S. Vito, fu eseguita dopo il 1373. La torre fu terminata attorno al 1380.

Sull'estremità che dà su Malá Strana, il ponte e chiuso da due torri, semplici costruzioni difensive ai lati della porta, decorate piasticamente con le insegne delle terre di Václav IV. La torre più alta fu fondata più tardi, durante il regno di Jirí di Podebrady, all'incirca sul luogo dell'antica torre romanica. Avrebbe dovuto imitare il modello di Parler come mostrano le nicchie nella facciata, testimonianti l'intenzione irrealizzata di una decorazione scultorea. La torre minore fu ristrutturata in stile rinascimentale dopo il 1591. Questa torre, romanica nel suo nucleo, è un resto della fortificazione del l'insediamento sulla riva sinistra, risalente agli inizi dei secondo quarto dei XII sec., quindi più antica del ponte di Judita. Nella torre ha oggi sede il Club per Praga Antica.

(Jaroslava Stanková e. al.: Praga. Undici secolidi architettura. Praha: PAV 1991. S. 65 - 67.)
 
 

Der Hl. Nepomuk

Johannes von Nepomuk, Hl. (16. Mai, Salzburg), in Pomuk (Böhmen) 1340 geboren, seit 1370 Kleriker und Notar in der erzbischöflichen Gerichts-Kanzlei zu Prag, wird 1377 Vorsteher, 1380 Priester, 1389 Generalvikar des Erzbischofs, Johann von Jenzenstein. Sein standhaftes, energisches Auftreten für die Rechte der Kirche und die Weigerung, dem König das Beichtgeheimnis von dessen Ehefrau zu verraten, verbitterten König Vaclav, der ihn gefangensetzen und foltern ließ. Schließlich wurde er 1393 an der Stelle, an der heute sein Denkmal steht, von der Brücke der Moldau gestoßen. Wahrscheinlicher ist jedoch folgende Begründung: Der in schweren Auseinandersetzungen mit dem hohen böhmischen Klerus und seinem Hochadel liegende Vaclav statuierte an einem hohen Kirchenverwaltungsmann bürgerlicher Herkunft ein Exempel seiner Macht. Sein ans Ufer gespülter Leichnam wurde im Dom bestattet. - Schon bald nach seinem Tod als Märtyrer verehrt, wurde er zur Zeit der Gegenreformation von den Jesuiten wieder "ausgegraben". Bei der Öffnung des Grabes 1719 fand man angeblich Gebeine und Zunge unversehrt. Mit der 1729 erfolgten Heiligsprechung setzten die Jesuiten Jan Hus den von nun an bekanntesten Brückenheiligen des katholischen Europa gegenüber.

Die große Zahl seiner Darstellungen als Brückenheiliger beginnt erst mit der Heiligsprechung. Der Angehörige des Domkapitels trägt Talar, Rochett, Almutia mit Hermelin oder Mozetta, Birett und eventuell auch Beffchen. Fast immer hält er ein Kruzifix, oft auch eine Märtyrerpalme in Händen. 5 Sterne (sie umstrahlten den Leichnam angeblich bei seiner Auffindung und werden oft als die 5 Buchstaben des latein. Wortes TACUI, »ich habe geschwiegen«, gedeutet) umgeben sein Haupt. Als Doppelgestalt, zweiseitig, stand und steht er noch auf vielen Brücken, schon 1693 auf der Prager Karlsbrücke.

(Zusammengestellt nach: Hiltgart L. Keller: Reclams Lexikon der Heiligen und biblischen Gestalten. 5. Aufl. Stuttgart: Reclam 1984. S. 330. - Katerina Wolf: Stadtreisebuch Prag. Hamburg:VSA 1988. S. 52f.)


 

 
 
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